Fitch tiepido con Renzi

Scelto per voi da SIMONE RASETTI

L’effetto Renzi continua a essere positivo sullo spread Btp/Bund a dispetto del giudizio cauto di Fitch. L’incarico a premier accettato con riserva da Matteo Renzi ha portato oggi il rendimento del Btp decennale al 3,62%, il minimo dal 2006, con uno spread con gli omologhi Bund tedeschi che si attesta poco sopra i 190 punti a 193. Il trend è dettato anche dalla promozione di Moody’s che ha portato l’outlook sull’Italia da negativo a stabile insieme alla conferma della valutazione Baa2. “Se fino all’anno scorso le revisioni dei rating erano sempre temute, adesso siamo di fronte a un trend opposto: era nelle attese che Moody’s iniziasse a dare giudizi positivi”, spiega un trader. A questo punto, “se il processo delle riforme andrà avanti a passo spedito e nei termini sostanziali indicati dal premier in pectore Matteo Renzi, possiamo ambire a un obiettivo per fine anno di 150 punti base di spread, valore pre-crisi del debito sovrano, e di rendimento del Btp 10 anni al 3,2-3%, quest’ultimo dipende anche dall’andamento del bund tedesco”, ha stimato un analista di una sim milanese che ora si aspetta che anche le altre agenzie di rating riconoscano i meriti dell’Italia, non solo i demeriti. Attualmente S&P ha un rating BBB sull’Italia con outlook negativo, mentre Fitch ha un rating BBB+ con outlook negativo. Proprio quest’ultima agenzia di rating si è fatta sentire oggi, osservando che le dimissioni di Enrico Letta dalla presidenza del Consiglio e l’affidamento dell’incarico a Renzi sottolineano la volatilità della politica italiana. “L’incertezza sulla durata dei governi e sulla loro capacità di attuare le riforme strutturali e il consolidamento fiscale è tra le ragioni dell’outlook negativo sul rating BBB+ dell’Italia”, si legge nella nota di Fitch. La crisi di governo è dunque per l’agenzia internazionale solo l’ultimo episodio di volatilità politica dalle inconcludenti elezioni dello scorso febbraio e le misure presenti nella bozza di legge finanziaria per il 2014, nonostante la maggioranza parlamentare, riflettono contrattazioni politiche e dispute tra o all’interno dei principali partiti. Non solo. Per Fitch è probabile che Renzi avrà gli stessi problemi di Letta nel costruire e tenere insieme un governo in grado di attuare le riforme che stimolino la competitività e la crescita dell’Italia, nel rispetto dei paletti fiscali europei e italiani. Naturalmente, tali riforme strutturali “avrebbero un impatto positivo sul profilo di credito, così come una ripresa sostenuta che sostenga il consolidamento fiscale”. Tuttavia, non è chiaro che continuità ci sarà tra l’amministrazione Renzi e il governo Letta. Fitch ha infatti rimarcato l’incertezza sul sostegno politico del quale potrà godere il segretario del Pd, soprattutto al Senato, anche perché il leader del Ncd, Angelino Alfano, ha dichiarato che i negoziati sulla composizione del nuovo governo non dovrebbero essere svolti di fretta. Il rating di Fitch sull’Italia rimane, dunque, legato all’attuazione della politica fiscale e alle riforme strutturali, in un momento in cui però, ha avvertito, il potenziale di crescita rimane basso e il significativo consolidamento fiscale ha lasciato uno spazio molto limitato per rispondere a shock economici.

(Fonte http://www.milanofinanza.it, autore Francesca Gerosa)

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