Il bimbo che può mangiare solo caramelle

Scelto per voi da SIMONE RASETTI

Guai a mangiare il minestrone e anche l’insalata. In compenso via libera assoluto alle caramelle. È la condizione di Finley Ranson che, vista con gli occhi di un bambino, potrebbe sembrare una «benedizione». In realtà il bimbo, che ha appena 3 anni, soffre di un’atipica forma allergica estrema che non gli permette di mangiare praticamente nulla. A eccezione delle caramelle alla menta. La sua vita è scandita da ricoveri e flebo e la medicina si interroga su questa patologia rara e ancora parzialmente sconosciuta.

GASTROENTERITE EOSINOFILA – Il nome scientifico della malattia è Gastroenterite eosinofila, condizione rara caratterizzata da infiltrazione eosinofila dei tessuti gastrointestinali a chiazze o diffusa, descritta per la prima volta da Kaijser nel 1937. La patologia presenta un aumento del numero dei leucociti eosinofili nel sangue periferico e la comparsa di sintomi anormali, a carico dell’apparato gastroenterico, dopo l’ingestione di cibi specifici. In sostanza si tratta di una patologia a carico dell’apparato digerente, all’interno del quale vengono prodotti troppi globuli bianchi: il paziente deve seguire una dieta di eliminazione e può presentare un numero variabile di intolleranze o allergie. Il piccolo Finley, che vive in una cittadina inglese della contea di Essex, è allergico praticamente a ogni tipo di cibo pertanto se seguisse un’alimentazione normale soffrirebbe di forti dolori addominali, vomito e gonfiore. Si salvano solo le caramelle: il resto del cibo può ucciderlo.

LA VITA (MOLTO STRANA) DI FINLEY – Il suo corpo combatte ogni alimento che viene introdotto nell’apparato digerente come fosse un virus. Il bambino viene alimentato attraverso un sondino circa sei volte al giorno e l’unica gioia alimentare che può concedersi sono le caramelle. La sua mamma, molto impegnata insieme al marito nel sostenere una ricerca in questa direzione, lo descrive come un bambino tutto sommato sereno che ingurgita circa 3.650 caramelle alla menta ogni anno, ovvero una decina al giorno. «Ho anche cercato di proporgliele in maniera differente, ricavandone dei lecca-lecca», spiega mamma Rhys, comprensibilmente desiderosa che il figlio possa avere la sua piccola quota di appagamento alimentare. Le feste sono ancora più critiche, perché il bambino sente ancor più l’esclusione alimentare. La madre, dopo aver testato vari cibi, ha capito che solo alcuni zuccheri sono tollerati da Finley. Nelle famiglie di Rhys e del marito, che hanno dovuto lasciare il lavoro per seguire completamente il figlio, sono diffuse alcune allergie alimentari (di cui peraltro soffre, in forma blanda, anche la sorellina di Finley), ma nulla di paragonabile alla condizione invalidante che vive il bambino. Ora il piccolo è sottoposto regolarmente a una serie di test genetici al Great Ormond Street Hospital di Londra e, come dichiara la madre, «se non servirà a mio figlio, almeno mi consola il pensiero che queste conoscenze potranno essere utili ad altre famiglie».

(Fonte http://www.corriere.it, autore Emanuela Di Pasqua)

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