La escort che paga le tasse

Scelto per voi da SIMONE RASETTI

Sei una escort? Devi pagare le tasse. E le presentano un conto di 50 mila euro. Lei S.R., nome d’arte Sandra Yura o Gaia di Montebello, brasiliana dalle misure invidiabili nonostante abbia superato i 50, si era recata più volte all’Agenzia delle Entrate e alla Camera di Commercio per cercare di regolarizzare la propria posizione, per aprire una partita Iva. Ma si è sempre vista negare questa possibilità. «La sua è un’attività – era la risposta di prassi – che non risulta inquadrabile in alcuna categoria». Infatti, da che mondo è mondo, le escort non hanno mai pagato le tasse. È l’antico dilemma che ha fatto spesso aprire infuocati dibattiti a tutti i livelli, fino ad arrivare persino in parlamento. Regolamentare la prostituzione. Ma la discussione non ha mai portato a nulla. Nessuna escort paga le tasse. Sandra Yura, invece, fa eccezione. È accaduto nell’ottobre del 2012, quando la Guardia di Finanza di Salò, dove allora abitava la bella brasiliana, è entrata a casa sua e ha redatto un verbale di contestazione nei suoi confronti. Un’ispezione «ai fini di ricerca, prevenzione e repressione delle violazioni in materia di entrate, nonché ai fini dell’accertamento delle imposte dovute dirette e Iva per il periodo dal 2008 al 2011». Sandra Yura, di fronte alle divise, non ha avuto problemi. «Ho mostrato spontaneamente la documentazione in mio possesso e ho dichiarato di fare la escort». Dal suo computer sono spuntati dei file da cui si poteva rilevare l’esistenza di tre siti internet sui quali venivano pubblicizzati vari servizi e prestazioni con relative tariffe. Tanto è bastato per fare scattare l’indagine e ricostruire il volume d’affari.

I militari delle Fiamme Gialle hanno incrociato le dichiarazioni della donna con i risultati delle verifiche e hanno fatto Bingo: «S.R avrebbe esercitato esclusivamente, in modo abituale e continuativo, l’attività di escort». Pertanto, gli utili prodotti sarebbero da ricomprendere tra le attività di lavoro autonomo, con conseguenza che i ricavi sono assoggettabili ai fini delle imposte dirette e dell’Iva. E, a tal proposito, ci sono già state sentenze di Cassazione nel 2013 che vanno in questo senso. «Considerato che la mia assistita – spiega l’avvocato Francesca Staurenghi, del Foro di Brescia – ha omesso di presentare la dichiarazione del Modello Unico Persone Fisiche per gli anni 2008-2011, l’Agenzia delle Entrate ha proceduto all’accertamento induttivo del reddito del lavoro autonomo della ditta individuale S.R. Si proprio così, definita ditta individuale. E nel dicembre 2013 sono stati notificati alla mia assistita quattro avvisi di accertamento per Irpef, Iva, Irap, Inps, oltre a sanzioni e interessi per un ammontare di circa 50 mila euro».  «Se guardiamo tutti i siti di escort su Internet – dice Sandra Yura – io sono stata a dir poco sfortunata perché sono incappata in una verifica. Oppure, come sarebbe giusto, dovrebbero fare pagare le tasse a tutte quelle che fanno il mio mestiere. Si recupererebbero un sacco di soldi per la gioia delle casse dello Stato e dei tanti cittadini che da tempo chiedono che le prostitute paghino le tasse».

(Fonte http://www.corriere.it, autore Michele Focarete)

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