Mancati pagamenti tra le imprese

Scelto per voi da SIMONE RASETTI

Euler Hermes Italia ha presentato l’ultimo report sui mancati pagamenti, una ricerca trimestrale sui trend dei debiti non onorati dalle imprese italiane. I mancati pagamenti delle imprese italiane nel 2013 segnano, rispetto all’anno 2012, un calo sul fronte della frequenza sia sul mercato nazionale (-18%) sia nell’export (-17%). L’indicatore dell’entità, invece, registra sia un incremento sia in Italia (+9%) sia nei confronti dei mercati esteri (+ 6%). A destare maggiore preoccupazione è il livello degli importi medi in Italia rispetto al 2007 (pre-crisi), che a dicembre 2013 era superiore del 78%. Secondo Michele Pignotti, capo della Regione Paesi Mediterranei, Medio Oriente e Africa di Euler Hermes, il passaggio tra il numero e l’entità dei mancati pagamenti è essenzialmente dovuto a due fenomeni: la contrazione della crescita economica e il credit crunch finanziario. La leva del credito è infatti sempre più sotto pressione: da un lato le aziende devono fronteggiare gli eventuali ritardi o mancati pagamenti, dall’altro, per sostenere il business, devono comunque rispettare gli impegni a breve termine come i pagamenti delle materie prime e dei fornitori. Il tutto comporta una riduzione della liquidità che va a indebolire ulteriormente la situazione finanziaria dell’azienda. Dopo due anni di recessione, l’Italia sembra però intravedere i primi segnali di ripresa che dovrebbero proseguire per tutto quest’anno (pil +0,3%) e il 2015 (pil + 0,8%) nonostante uno scenario politico ancora incerto. L’export per l’anno appena cominciato sarà ancora il driver principale della crescita (+2,6% nel 2014 e +3,0% nel 2015).  Nel mercato interno la siderurgia e le commodities sono i settori che presentano segnali di difficoltà sul fronte degli insoluti e, soprattutto, negli importi medi. Secondo Massimo Reale, direttore fidi Euler Hermes Italia, le commodities e in particolare il comparto della distribuzione petrolifera hanno fatto registrare i livelli di insoluti più elevati, arrivando in media a 94 mila euro. il calo dei consumi, la volatilità dei prezzi delle materie prime e l’eccesso dell’offerta contribuiscono all’incremento della rischiosità del settore. La siderurgia, prosegue Reale, soffre sia in tutti i comparti. Alla riduzione dei consumi si aggiungono i trend negativi dei settori di sbocco come edilizia, automotive e elettrodomestici. Nel mercato estero crescono i mancati pagamenti nelle costruzioni e nell’automotive. Il primo settore paga le dinamiche in rallentamento registrate nel 2013 da alcune economie avanzate come Francia, Germania e Spagna, nelle quali l’Italia esporta materiali edilizi come per esempio le piastrelle provenienti dal distretto emiliano. Per l’automotive, invece, si registra una crescita dei debiti non onorati nel comparto ricambi e componentistica, specie nei paesi dell’Europa Orientale (Polonia e Romania). Il food e il tessile sono i settori nei quali i mancati pagamenti hanno registrato trend in contrazione o in stabilizzazione. Per entrambi i settori il canale export rimane la via principale di crescita. Nel food il mercato interno, dopo la pressione sulla liquidità aziendale dovuta all’entrata in vigore perentoria della direttiva sui pagamenti, sembra che anche le tensioni sugli insoluti siano rientrate. Restano alcuni problemi nella grande distribuzione organizzata di medie dimensioni. Il tessile continua con il trend in contrazione dei mancati pagamenti, iniziato già dal primo trimestre 2013. Il top di gamma nell’abbigliamento e nei tessuti continua a tirare, mentre, segnali di difficoltà si avvertono in Italia su alcuni distretti come le calzature, che peraltro si comportano meglio sui mercati esteri. L’Emilia Romagna è la regione che ha registrato nel 2013 l’importo medio più elevato (35 mila euro) anche se il trend, nell’ultimo trimestre, si è invertito. A contribuire il trend dei debiti non onorati Reggio Emilia, Piacenza e Modena nei settori edilizia, meccanica e siderurgia. Seguono la Lombardia con 31 mila euro e il Lazio con 29 mila. Pignotti fa infine notare che l’outlook di quest’anno per i mancati pagamenti tra imprese prevede un lieve miglioramento sul fronte dell’entità grazie anche alla ripresa dell’economia nazionale. Sarà però determinante il Governo, che dovrà mettere a punto un piano di riforme strutturali economiche e fiscali per stimolare una maggiore occupazione, un’ampia  internazionalizzazione e il recupero di competitività del sistema industriale italiano. L’ulteriore sblocco dei debiti della pubblica amministrazione e l’allentamento dei parametri di accesso al credito per le imprese potranno garantire un nuovo slancio per ripartire.

(Fonte http://www.milanofinanza.it, autore Tommaso Vincenzo Ferrari)

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