Avvocati in marcia

Scelto per voi da SIMONE RASETTI

Aerei, treni e pullman con posti esauriti in direzione Roma e in partenza da tutta Italia. Un intero treno è stato prenotato solo dal nutritissimo gruppo in arrivo da Napoli, da dove partono anche 25 corriere. Palco allestito in Piazza Santi Apostoli, gazebo a Montecitorio per “arpionare” i deputati. Una catena umana attorno alla Cassazione, il tribunale per eccellenza. La lobby degli avvocati, costituita da 250 mila professionisti, sotto la regia dell’Organismo unitario dell’avvocatura e il management in toga di tutti i 120 Ordini provinciali, ha preparato la marcia di protesta di oggi che si annuncia «partecipatissima».  Gli avvocati sfileranno nelle vie del centro della capitale – a partire dalle ore 13 e trenta – per esprimere la loro «rabbia» contro la mancanza di riforme organiche della giustizia, l’aumento dei costi di notifica e la diminuzione dei rimborsi del gratuito patrocinio. Al premier in pectore Matteo Renzi, il corteo dei diecimila – in tanti sono attesi dagli organizzatori, ossia tutta la galassia dell’associazionismo forense escluse le camere penali ma con l’inedita adesione di Codacons e Adiconsum – inoltra già una prima richiesta alla quale tengono molto. «Al futuro presidente del Consiglio – spiega Mario Vaglio, presidente dell’Ordine degli avvocati di Roma, il più  popoloso d’Italia – chiediamo di aprire gli uffici legislativi del ministero di Via Arenula alla presenza di qualche rappresentante degli avvocati del libero foro, in modo che anche noi possiamo esprimere il nostro punto di vista e dare un contributo alle leggi in preparazione. Non è giusto che nelle stanze dove si decide ci siano solo magistrati e l’avvocatura dello Stato. La voce dei cittadini siamo noi!» Sul palco di Piazza Santi Apostoli prenderanno la parola il presidente dell’Oua Nicola Marino, lo stesso Vaglio, e i presidenti degli ordini di Napoli e Palermo, Francesco Caia e Francesco Greco. «Gli ultimi improvvidi interventi – sottolinea il tesoriere romano Antonino Galletti – hanno infarcito il nostro sistema di tanti inutili aggravi con l’intento di comprimere il diritto dei cittadini di rivolgersi al giudice per ottenere la tutela dei loro diritti e interessi». Nel mirino degli avvocati c’è – prosegue Galletti – «l’aumento indiscriminato del contributo unificato, che costituisce nei fatti una barriera all’accesso alla giustizia, sino alle deliranti previsioni di introdurre la motivazione a pagamento, per cui il cittadino per sapere perchè ha vinto o perso dovrà versare un obolo ulteriore allo Stato!». «Tra le riforme che gli avvocati non hanno proprio digerito, c’è anche quella che ha introdotto la responsabilità solidale con il cliente in caso di lite temeraria. L’obiettivo del legislatore era quello di deflazionare il contenzioso. Per i difensori, invece, si tratta dell’ennesimo tentativo di «intimorire gli avvocati e i loro forzi per cambiare la giurisprudenza».
(Fonte Ansa)

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