Borse appese alle banche centrali

Simone Rasetti – L’evolversi della crisi ucraina da un lato e le attese su una discesa in campo della Bce in materia di soluzioni monetarie di carattere straordinario dall’altro continuano a strattonare i mercati finanziari in direzioni opposte, con in mezzo la Fed che costituisce il vero ago della bilancia. Il risultato dell’ultima settimana è un sostanziale pareggio, grazie al passo indietro effettuato dalle forze armate russe e alla modesta portata delle sanzioni economiche avanzate da occidente. Esito che si può considerare positivo per Piazza Affari, visto che il Ftse Mib è a pochi passi dal massimo dell’ultimo triennio, segnato ad aprile a 22.210 punti, mentre il Btp decennale ha fatto ancora meglio aprendo nuovi massimi di periodo in termini di quotazioni e ritoccando i minimi in termini di rendimento. La benzina della nuova liquidità, o le relative attese, continua dunque a tenere banco sui mercati azionari e obbligazionari perché ne sostiene la domanda, come insegna la storia degli ultimi anni. Il clima borsistico rimane quindi favorevole agli acquisti di ampio respiro, a maggior ragione se in Europa il Dax tedesco e il Ftse100 di Londra sapranno mantenere integro l’ostacolo intermedio varcato pochi giorni fa e posto rispettivamente a 9.400 e 6.700 punti.

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