Consenso informato in dialetto

Simone Rasetti – Il Veneto della secessione sbarca anche in campo sanitario: per la prima volta in Italia un ospedale offre ai pazienti la possibilità di sottoscrivere un consenso informato all’intervento redatto nella lingua dei Dogi anzichè in italiano. A lanciare l’iniziativa-pilota è il Policlinico San Marco di Mestre che ha assoldato una traduttrice, la storica e scrittrice Espedita Grandesso, per preparare un testo che si rifacesse con puntigliosa correttezza letteraria al dialetto parlato in laguna a fine ‘800. L’esperta si è rifatta ad un vocabolario che risale a quel periodo per tradurre senza il minimo errore ogni termine medico. Il ‘consenso informà in venessian’ è stato fatto testare per quattro mesi a 300 pazienti, in larga parte anziani, che si erano rivolti alla struttura per un intervento di protesi all’anca o al ginocchio. “Il risultato – racconta il direttore sanitario, Renzo Malatesta – è stato sorprendente: una parte cospicua delle persone ha scelto d’istinto il modulo in dialetto. In molti casi i pazienti, incuriositi dalla cosa, hanno voluto leggere il testo, formato da quattro fogli in formato A4, sia in veneziano che in italiano, per verificare la correttezza della traduzione”.

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