La Francia cancella la supertassa per i ricchi

Simone Rasetti – Il crollo delle ideologie porta anche questi incovenienti. Un presidente della Repubblica socialista scaricato sia dall’economista in lotta contro le diseguaglianze sia dal celebre attore, simbolo di un cinema col cuore a sinistra da sempre finanziato dallo Stato che però non vuol pagare tasse alte. E ora, vince. L’uomo che riesce a mettere insieme Thomas Piketty, autore di Il Capitale nel XXI secolo, che rifiuta la Legion d’Onore chiedendo al governo di pensare alla crescita, e Gerard Depardieu, il Cyrano di Francia che si ribella all’aliquota al 75%, è il presidente Francois Hollande, indiscusso campione di impopolarità. Se in questi primi 15 anni del nuovo secolo sembra netta l’ascesa di leader populisti, impeccabili comunicatori dai risultati ancora incerti, Hollande è l’esatto opposto. Non tanto perché la sua ex fidanzata Valerie Treierweiler, tradita e abbandonata, scrive un libro di memorie che seppellisce l’uomo e politico Hollande e quel che resta della distinzione pubblico-privato all’Eliseo, ma perché monsieur le President sembra prendere schiaffi da tutti i lati: potrebbe addirittura risultare simpatico se non facesse passi indietro. E invece. Invece dal primo gennaio la contestata tassa con aliquota al 75% per i redditi superiori a un milione di euro è cancellata (anche perché la Consulta francese l’ha bocciata). Contenti imprenditori, sinistre, ricchi e chi aveva la giustificata paura di una fuga di investimenti.

(Fonte Il Sole24Ore)

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