Gli uomini fumano per piacere, le donne per stress

fumoCorriere della Sera – Perché i patch alla nicotina o altri trattamenti di disassuefazione al fumo funzionano meglio per gli uomini che per le donne ? A 10 anni dall’entrata in vigore della legge Sirchia sul fumo (10.1.2005), il mistero è stato chiarito dai ricercatori della Yale University diretti da Kelly Cosgrove che hanno appena pubblicato uno studio sul Journal of Neuroscience in cui, tramite la modernissima lp-ntPET (acronimo di linear parametric neurotrasmitter PET, cioè tomografia a positroni parametrica lineare di neurotrasmettitore) dimostrano che la risposta dopaminergica alla sigaretta è diversa fra i due sessi. La dopamina è il neurotrasmettitore del piacere indotto dal fumo e la sua produzione nei due sessi varia sia in termini temporali, sia in termini di sede neuroanatomica. La lp-ntPET fornisce contemporaneamente sia i parametri spaziali che quelli temporali dell’attivazione dopaminergica: nell’uomo la risposta è massiccia e rapida e si verifica nella regione cerebrale chiamata striato ventrale, mentre nella donna è ancora più veloce e coinvolge una piccola regione dorsale della parte di striato chiamata putamen (dal latino guscio, baccello), sviluppatasi più recentemente nella storia evolutiva e quindi chiamata anche neo-striato. Il fumo nel maschio va quindi a interagire con aree più primordiali e più dirette. Il fatto che negli uomini il fumo attivi le aree più ventrali di questa regione concorda con il dato risaputo che i maschi fumano per rinforzare l’effetto eccitatorio delle sigarette cioè per piacere, mentre le donne ricorrono alla sigaretta più per depressione o per reazione allo stress. La ricerca del piacere spiccatamente maschile troverebbe spiegazione nel fatto che proprio all’interno dello striato c’è un piccolo nucleo di neuroni chiamato accumbens (dal latino disteso, coricato) da cui partono le cosiddette vie dopaminergiche mesolimbiche e mesocorticali che si collegano alla corteccia cerebrale e sono implicate nei processi di filtrazione degli stimoli sensoriali, di motivazione dei comportamenti e di gratificazione da atti istintivi come mangiare o fare sesso. L’incontrollata stimolazione di queste vie è coinvolta ad esempio nell’abuso di cocaina, di anfetamine o altre sostanze psicostimolanti. Peraltro la maggior parte delle droghe, se somministrate a lungo, aumentano i livelli di dopamina proprio a livello del nucleo accumbens. I conti tornano anche riguardo la resistenza della donna alle terapie di disassuefazione: nel tabagismo la vera dipendenza si manifesta in entrambi i sessi con alterazioni delle connessioni cerebrali proprio fra putamen e area cingolare anteriore, oltre che fra insula, precuneo, nucleo caudato e corteccia frontale, alterazioni che risultano proporzionali alla gravità della dipendenza. L’ha dimostrato uno studio con risonanza magnetica funzionale pubblicato su Brain & Behavior dai ricercatori della University of Massachusetts Medical School diretti da Joseph DiFranza.

– Scelto per voi da Simone Rasetti –

http://www.corriere.it/salute/neuroscienze/15_gennaio_08/i-maschi-fumano-piacere-donne-stress-o-depressione-49d7f666-9745-11e4-b51b-464ae47f8535.shtml

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