Rai, Renzi pigliatutto

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(Fonte La Repubblica) – Prima le reti tv a gennaio. Con Eleonora Andreatta che corre per RaiUno. Poi i tg a febbraio. Con Mannoni e Gruber che avrebbero chance per guidare il Tg3. Per le nomine che pesano davvero, il conto alla rovescia è partito a Viale Mazzini, e il direttore generale Campo Dall’Orto si augura che stavolta non si inceppi sul più bello. Il direttore generale, certo. Perché Campo Dall’Orto non è ancora l’amministratore delegato della Rai malgrado la riforma del servizio pubblico sia ormai legge. La sua trasformazione – da manager prigioniero della mediazione con i partiti a super manager dai poteri totali – avverrà il 13 gennaio. Quando i consiglieri di amministrazione voteranno la modifica dello Statuto della tv pubblica così rendendo operative le facoltà di Campo Dall’Orto come ad.
Le nomine delle reti potrebbero cadere già alla successiva seduta del Consiglio, il 23 gennaio. Prima di allora, però, l’amministratore delegato convocherà delle riunioni informali del Cda. Non perché cerchi una maggioranza in Consiglio sui nomi immaginati, tutt’altro. La nuova legge e lo Statuto gli permetteranno di decidere in solitudine. Campo Dall’Orto vuole semplicemente onorare la promessa di far discendere le nomine da una riforma della missione editoriale delle reti. Poi si arriverà ai prescelti. A RaiUno è ormai segnato il destino di Leone, e non è cosa da poco. Parliamo di un dirigente esperto, di un uomo simbolo del Partito Rai, di una figura dalle mille relazioni. Ne sa qualcosa l’ex dg Gubitosi che detestava Leone cordialmente eppure non riuscì mai a defenestrarlo. Chi al posto di Leone? Più Andreatta di Simona Ercolani. La Ercolani ha una attività ben avviata di produttrice tv con la società “Stand by me”. Se anche ne cedesse ad altri la guida, finirebbe con il mettere RaiUno in una condizione di fibrillazione, per sospetto conflitto d’interessi. E allora, se donna deve essere, meglio la Andreatta. Si è fatta le ossa a Rai Fiction e va bene al mondo cattolico, che pesa ancora qualcosa. Per Leone, poltrona di consolazione come presidente di RaiCom o a Rai Cinema (dove però Del Brocco si è difeso bene).
Anche Angelo Teodoli ha fatto discretamente a RaiDue, ma sconterà la presenza certo lunare di Luigi Bisignani come opinionista di “Virus”. Andrea Vianello invece è finito nella bufera per la presunta impronta grillina impressa a RaiTre e ai suoi talk show. I sostituti? Campo Dall’Orto giura ai suoi di non aver deciso. Sui tg, una maggioranza teorica di 5 consiglieri su 7 può bloccare le designazioni dell’ad. Improbabile che si formi, ma Campo Dall’Orto userà qualche cautela in più. Le sue lodi a Mario Orfeo (per la copertura degli attentati di Parigi) sono suonate come una conferma al Tg1. Verso l’uscita Bianca Berlinguer che a ottobre festeggerebbe il settimo anno alla guida del Tg3. Può sostituirla Maurizio Mannoni, un nome interno, amato in redazione e meno permeabile alle
ragioni della minoranza pd. Infine ci sono quelli de La 7, che davano spazio al giovane Renzi (primarie 2012, quelle perse) quando l’allora sindaco di Firenze trovava le porte chiuse nei tg di Viale Mazzini. Nacquero allora legami che oggi possono favorire il ritorno della Gruber a Saxa Rubra.
– Scelto per voi da Simone Rasetti –

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