2016 ok nonostante tutto

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Il 2016 è cominciato con cadute in Borsa e ansie di una nuova crisi a catena dei mercati internazionali. Ma nell’ultimo secolo, a dispetto di tutte le crisi che l’hanno attraversata, l’economia mondiale è continuamente cresciuta. Ce lo ricorda Martin Wolf, il più autorevole commentatore economico del Financial Times, in un editoriale che appare oggi sul quotidiano finanziario britannico. Le statistiche citate dal giornalista inglese dicono che, misurata a parità di potere d’acquisto, l’economia del mondo è cresciuta ogni anno dal 1946 in poi, perfino nel 2009 dopo la grande recessione globale. Ed è sempre cresciuta, tranne che in nove anni, anche nel periodo precedente, fra il 1900 e il 1946, nonostante due guerre mondiali e la Grande Depressione. Dal 1900 in poi, riassume Wolf, l’economia mondiale è cresciuta a un ritmo di poco più del 3 per cento annuo. E’ cresciuta lo scorso anno ed è prevedibile che crescerà quest’anno, scrive il columnist. Merito delle innovazioni che hanno trasformato il nostro pianeta a partire dall’Ottocento, dalla rivoluzione industriale in poi. Naturalmente, ammette il suo articolo, non è cresciuta in modo uniforme in tutto il mondo. E non ha suddiviso i suoi benefici ugualmente fra tutti gli abitanti della terra. Ma considerata globalmente ha vissuto un’espansione costante che, se il mondo fosse una nazione sola, avrebbe fatto espandere di 30 volte il suo Pil in un secolo. Questo è accaduto quali che fossero i governi e le politiche economiche da essi perseguiti, continua Wolf, sebbene l’economia mondiale sia paradossalmente cresciuta più in fretta quando è stata guidata da una politica di intervento keynesiana nel primo dopoguerra e più lentamente sotto le politiche liberiste lanciate dalla Thatcher e da Reagan negli anni ’80. Se c’è un grave pericolo per l’economia mondiale odierna, conclude il commentatore del Financial Times, non deriva tanto da come il mondo verrà governato e amministrato quanto dalla sua capacità di evitare qualche grande calamità, vera causa delle crisi planetarie del passato. Wolf ne cita di tre tipi: inflazione, collasso finanziario, guerre. Giudica scarso, tutto sommato, il rischio delle prime due. Ma valuta con maggior timore il terzo e vi aggiunge qualche altro potenziale disastro: da un conflitto tra Arabia Saudita e Iran all’uscita della gran Bretagna dall’Unione Europea con un graduale crollo della Ue, fino all’elezione di un candidato bellicoso come Trump alla presidenza degli Stati Uniti. Terrorismo, migranti e dispute fra grandi potenze (Usa, Russia e Cina) sono altri elementi di possibile preoccupazione per l’anno che verrà. La sua previsione finale? La chance che uno solo di questi eventi si verifichi è maggiore della chance che si verifichino tutti insieme. Ma la chance che non se ne verifichi nessuno è ancora più grande. Non c’è da augurarsi che sia un buon indovino.

(Fonte La Repubblica)

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