Sanità, riforma avanti adagio

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Simone Rasetti – “La firma di questo importante protocollo formalizza un impegno che ci eravamo presi e cioè quello di costituire un tavolo congiunto tra Regione e Ministero per la verifica dell’attuazione della riforma. Tutto parte dall’approvazione della legge sull’evoluzione del sistema sanitario che rappresenta una forte novità rispetto all’organizzazione del Sistema sanitario nazionale. Il Governo avrebbe anche potuto impugnare la legge alla Corte costituzionale; invece il ministro Lorenzin ha avuto la capacità e il coraggio di non impugnare la legge, considerandola così innovativa da rappresentare una sperimentazione”. Lo ha detto il presidente Roberto Maroni, in occasione della sottoscrizione, insieme al ministro Beatrice Lorenzin, del Protocollo d’intesa tra Regione Lombardia e Ministero della Salute, relativo al monitoraggio dell’attuazione della legge di riforma del servizio socio-sanitario regionale lombardo.

VERIFICHE DOPO TRE E CINQUE ANNI. “Voglio vedere – ha aggiunto Maroni – se questa sperimentazione sarà davvero efficace. Facciamo un monitoraggio dell’attuazione della legge. Abbiamo accettato la sfida; oggi costituiamo questo tavolo che avrà due verifiche: la prima dopo tre anni e la seconda dopo cinque anni. Al termine di questo periodo, ma mi auguro anche molto prima, saremo in grado di valutare i risultati che certamente ci
saranno e questo potrà consentite al Governo e al Ministero di dire che questo è il modello che può essere esteso anche ad altre Regioni. Abbiamo l’ambizione di fare una cosa così anticipatrice dei tempi che pensiamo potra’ essere il modello del futuro”.

DA CURARE A PRENDERSI CURA. Maroni ha ricordato come la legge di riforma preveda due principi: la libertà di scelta tra struttura pubblica e privata; passare da ‘curare’ a ‘prendersi cura’. “La cronicita’ – ha spiegato Maroni – aumenterà nei prossimi anni. Il malato cronico non sempre ha bisogno di un ricovero d’urgenza ma ha bisogno di essere assistito fuori dall’ospedale, sul territorio e noi mettiamo in capo alle strutture il compito di prendersi cura dei pazienti attraverso percorsi personalizzati. E’ una sfida ambiziosa che vogliamo vincere”.

RISPARMI PER 400 MILIONI. “Lavoriamo insieme – ha concluso Maroni – perché è interesse comune fare in modo che il sistema lombardo, insieme al sistema nazionale, sia adeguato ai tempi e dia le risposte migliori possibili con il minor costo possibile. Noi prevediamo che, a regime, la nostra riforma possa portare risparmi per circa 400 milioni, che lasceremo nel sistema per rendere ancora piu’ efficienti i servizi”.

(Fonte LombardiaNotizie)

 

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