Candida e cattiva

GettyImages-a0246-000065a-kKzF-U431901106465457fq-593x443@Corriere-Web-Sezioni
Ci conviviamo senza che crei disturbo per la maggior parte del tempo: Candida albicans è un fungo “opportunista”, ovvero un microrganismo che vive sulle nostre mucose in equilibrio con altri germi e batteri senza dare segno di sé. Tuttavia a volte si fa sentire eccome: due donne su tre hanno avuto un episodio di candidosi vaginale nell’arco della vita, stando alle stime del Ministero della Salute, e come minimo il 4-5 per cento di queste sviluppa forme ricorrenti difficili da curare. Ora alcuni ricercatori dell’università di Aberdeen hanno scoperto un meccanismo attraverso cui Candida riesce a diventare infettiva: tutto dipenderebbe dalla capacità di cambiare forma, passando dall’innocua modalità a “sferette” alle ife allungate che generano colonie infettive.
Per la maggior parte del tempo il nostro sistema immunitario è in grado di mantenere sotto controllo Candida, che vive così in colonie dove si trova in forma sferica, simile a quella dei lieviti; se però il sistema immunitario è compromesso o indebolito oppure vengono a mancare i batteri che di norma tengono in equilibrio il complesso micro-ambiente vaginale, per esempio perché si è seguita una terapia antibiotica, il fungo cambia forma e inizia a produrre filamenti, le ife, che gli consentono di invadere i tessuti e proliferare dando luogo a un’infezione locale. Tina Bedekovic della Society for Experimental Biology ha scoperto che il passaggio è controllato da una molecola, Rsr1, che guida la crescita delle ife per favorire l’invasione delle mucose. «Senza Rsr1 la capacità di Candida di provocare infezioni è molto ridotta; averla identificata significa poter sperare di trovare farmaci in grado di bloccarla selettivamente», ha spiegato Bedekovic. Nell’attesa è importante riconoscere i sintomi della candidosi vaginale e intervenire per risolverla, soprattutto per evitare che diventi un fastidioso appuntamento che si ripete.
Il prurito intenso vulvo-vaginale è un segno caratteristico, accompagnato di solito da perdite biancastre caseose, rossore e gonfiore locale. «In alcuni casi ci sono anche micro-fussirazioni della mucosa – aggiunge Filippo Murina, responsabile del Servizio di Patologia Vulvare all’Ospedale Buzzi di Milano –. Con una corretta diagnosi si può poi passare alla terapia, che grazie a ovuli o creme vaginali applicati per tre o quattro giorni risolvono il problema; in alcuni casi si può optare anche per una terapia specifica per via orale. L’importante è evitare che la candidosi diventi ricorrente: in una discreta percentuale di donne gli episodi si manifestano anche una volta la mese, almeno quattro o cinque volte l’anno. In queste pazienti è fondamentale rendere l’ambiente vaginale più “inospitale” per la Candida attraverso modifiche dello stile di vita, prima fra tutte una riduzione degli zuccheri della dieta». Candida è infatti “ghiotta” di zucchero, come spiega Francesco De Seta della Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’Ospedale materno-infantile Burlo Garofolo di Trieste: «Il serbatoio del fungo è l’intestino e se mangiamo molti zuccheri e carboidrati si favorisce la sua proliferazione e il suo passaggio verso la vagina. Anche la stitichezza facilita le recidive di Candida, che sono più frequenti pure nelle pazienti con diabete che non sia sotto controllo proprio per la maggior concentrazione di glucidi in circolo. Una dieta a ridotto contenuto di carboidrati, oltre a ridurre il rischio di candidosi ricorrente, può essere utile anche negli attacchi acuti per risolverli meglio; infine, anche l’uso di probiotici può ridurre la probabilità di recidive riequilibrando la flora batterica locale».
– Scelto per voi da Simone Rasetti –
(Fonte Corriere della Sera)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...