Siamo invasi dalle cimici

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«Una cosa del genere non l’avevo mai vista», hanno commentato molte persone che nei giorni scorsi hanno visto le proprie abitazioni in tutto il nord Italia invase da miliardi di esemplari di Halyomorpha halys, la cimice marmorata asiatica (o bruna o cinese) che cercavano di intrufolarsi dentro per trovare rifugio e un posto al caldo e asciutto per ibernarsi e passare l’inverno.
Hanno ragione: una cosa del genere non si era proprio mai vista, perché la prima segnalazione in Italia di questo insetto marroncino-grigio lungo meno di 2 centimetri risale al 2012 in Emilia Romagna. In soli quattro anni ha invaso la Pianura padana dal Piemonte al Friuli provocando gravi danni alle coltivazioni di frutta, ma attacca anche mais, vite e ortaggi. H. halys è originaria dall’Asia orientale, la sua culla si trova in Cina, Corea e Giappone. Alla fine degli anni Novanta venne segnalata negli Stati Uniti (dove ora è diventata un flagello) e da qui è giunta in Europa dove ha trovato il terreno ideale per proliferare, visto che non ci sono nemici naturali.
Nello scorso fine settimana – con la punta massima toccata sabato 15 ottobre – le campagne del nord Italia, ma anche in alcune città, i muri esterni delle case sono stati tappezzati da questi insetti. «È perché c’è stata la raccolta della soia», si sentiva dire in giro. La soia c’entra in parte, perché gli insetti proliferano sugli alberi di frutta ma anche sulla soia e nelle prime notti fredde d’autunno vanno alla ricerca di un posto caldo dove passare l’inverno. E quale posto è migliore di una casa riscaldata? Anche con porte e finestre chiuse riescono a entrare ugualmente passando nel piccolo spazio tra la porta e il pavimento (questi insetti sono quasi piatti).
Il modo migliore per difendersi nei campi, prima che arrivino alle case, è l’impiego di pesticidi oppure di trappole a feromoni. Le cimici vengono attaccate dagli uccelli che si nutrono di insetti e anche da alcune specie di vespe. Anche le galline sembrano gradire: chi scrive le ha viste sabato al tramonto mentre beccavano felici nell’erba vicino alle case con le cimici brune che cadevano dai muri. Certo, bisognerebbe avere un piccolo pollaio a portata di mano e uno spazio dove lasciarle scorrazzare.
La cimice bruna è solo l’ultima delle specie aliene che ha invaso il nostro Paese e procurato danni estesi all’agricoltura, ricordiamo solo il punteruolo rosso che sta decimando le palme, o la xilella , la coccinella arlecchino o il tarlo asiatico. Sono tutti doni della globalizzazione e del riscaldamento del pianeta.
– Scelto per voi da Simone Rasetti –
(Fonte Corriere della Sera)

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