Cani e gatti in corsia

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Cani, gatti e conigli in corsia, al capezzale dei loro padroni ricoverati in ospedale: per la gioia di tutti gli animalisti, il provvedimento entrerà presto in vigore anche a Legnano e negli altri tre nosocomi dell’Asst Ovest Milanese. Come riferisce infatti il direttore generale, Massimo Lombardo, “la direzione si sta infatti attrezzando affinché le quattro strutture possano fare proprio il Regolamento sulle norme a tutela degli animali d’affezione, discusso e approvato dalla giunta regionale nella seduta del 29 dicembre scorso”. Il percorso dovrebbe essere breve, considerando che occorre solo condividere le norme di accesso già predisposte da Palazzo Lombardia e, casomai, implementarle, adeguandole alla realtà del nuovo ospedale. Consentire agli amici a quattro zampe l’accesso ai reparti ospedalieri, così come alle Rsa, mira ad aumentare il benessere dei loro padroni ricoverati: da quando, nel 1960, lo psichiatra infantile Boris Levinson osservò i benefici procurati all’uomo dalla compagnia di un animale, è stata compiuta molta strada e oggi la “pet-thera-py” trova ampia applicazione in svariati settori socio-assistenziali, come coadiuvante delle terapie tradizionali. E stato infatti dimostrato come il rapporto uomo-animale, con la relativa gestualità quotidiana (l’accarezzarlo, l’accudirlo) comporti un incremento del livello di neurotrasmettitori quali l’adrenalina e la dopa-mina, con vantaggiosi ritorni non solo sullo stato psi- cologico della persona (riduzione di stati d’ansia, stress e sindromi depressive), ma anche su quello fisico (diminuzione della pressione e normalizzazione del ritmo cardiaco e respiratorio). Ovviamente l’accesso degli animali domestici alle strutture sanitarie comporterà non solo l’osservanza di regole precise (trasportino per gatti e conigli, guinzaglio e museruola per i cani, che dovranno essere accompagnati nelle strutture da persone maggiorenni), ma sarà anche ragionevolmente vietata in reparti particolari, quali la terapia intensiva, la chirurgia d’urgenza, i centri per i trapianti, i centri dialisi, le sale operatorie e i reparti maternità, con le relative nursery. Non va, infatti, dimenticato che gli animali possono essere portatori di potenziali rischi, anche seri, per la salute dell’uomo: a sottolinearlo è il dottor Pierangelo Clerici, direttore dell’Unità Operativa di Microbiologia dell’As-st Ovest Milanese e presidente di Amcli (Associazione Microbiologi Clinici Italia- ni), riferendo che uno dei temi discussi al convengo dell’Amcli svoltosi a Rimini a metà dicembre, ha riguardato, appunto, le infezioni trasmesse dagli animali domestici. La malattia da graffio di gatto (infezione che comporta febbre alta e un ingrossamento dei linfonodi del collo), toxoplasmosi, malattia di Lyme, scabbia e salmo-nella sono tra le patologie più comuni trasmesse all’uomo dagli animali. «Nessun intento allarmistico – dice Clerici -ma solo la volontà di ribadire ai padroni l’importanza dell’igiene e della salute dei loro animali. Attenzione anche all’igiene degli spazi domestici (letto compreso) che si condividono con loro: certe abitudini possono essere fonti d’infezioni anche importanti». In ogni caso la strada è tracciata e nelle prossime settimane, dopo aver messo a punto una serie di regolamenti, anche gli animali potranno fare ingresso in ospedale.
– Scelto per voi da Simone Rasetti –
(Fonte la Prealpina)

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