“Rientri forzati dalle ferie”

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Carenza di posti letto per l’emergenza, lettighe posizionate nei corridoi, attese interminabili anche di 7 ore, per i casi ritenuti meno urgenti. Non non sono solo il San Giuseppe, il Fatebenefratelli o il Policlinico a trovarsi in questa situazione. Quasi tutti i pronto soccorso milanesi e lombardi sono al collasso in questi giorni di vacanze. Di discesa inesorabile delle temperature sotto lo zero. E di picco delle influenze stagionali. «Per questo abbiamo subito attivato le procedure di emergenza, richiamando il personale in ferie e aumentandone le ore di presenza negli ospedali con gli straordinari», ha affermato Giulio Gallerà, assessore al Welfare della Regione Lombardia e titolare in materia di sanità. Assessore, negli ospedali mancano posti letto. «Ci troviamo in una situazione di emergenza dovuta alle condizione del tempo, all’abbassamento della temperatura. C’è un picco di influenza che ha portato tutti i pronto soccorso della Lombardia a un grande sovraffollamento». È possibile che a Milano una persona con la polmonite resti quasi due giorni in un pronto soccorso prima di venire ricoverato in un altro ospedale? «In questo periodo dell’anno, quando ci sono picchi influenzali, è possibile che gli ospedali vadano in sofferenza. Questa situazione sta mettendo a dura prova indistintamente le strutture pubbliche e private in tutta la regione. Ma ci stiamo attrezzando per tornare alla normalità». Come? «Abbiamo attuato le misure di emergenza previste da una delibera del 2013, richiamando dalle ferie il personale medico e infermieristico, ampliando le ore di straordinario in modo da aumentare l’orario di presenza e rendendo disponibili altri posti letto». Le temperature caleranno sempre ai più. «Infatti siamo preoccupati per il prossimo weekend, con le famiglie ancora in vacanza, visto che sono gli anziani a rivolgersi maggiormente al pronto soccorso, perché figli e nipoti sono via. Il vero picco poi è previsto per fine gennaio, ma stiamo sempre in allerta, vigili e pronti ad intervenire secondo tutte le , procedure di emergenza a nostra disposizione che abbiamo già attivato e con professionalità di alto livello in campo». I sindacati indicano la soluzione: più personale. «È chiaro da tempo che viviamo una situazione strutturale complessa per la contrazione di risorse sul personale. Ci sono purtroppo freni molto precisi. Secondo una legge dello Stato nel 2020 il costo del personale dovrà rispettare il tetto di spesa relativo all’anno 2004 meno l’l,4%. Siamo così costretti a ridurre il turnover del personale che va in pensione. Vorremmo che il Governo tornasse indietro su questa decisione almeno f)er aiutare i sistemi sanitari del-e regioni virtuose come la Lombardia».
– Scelto per voi da Simone Rasetti –
(Fonte Il Giorno)

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