Medico per anziani cronici

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Tra luci e ombre, successi e nodi ancora da sciogliere, la riforma sanitaria della Lombardia è decollata. E se i pazienti non si sono ancora accorti degli effettivi cambiamenti, di sicuro se ne renderanno conto nel corso del 2017, quando gli accorpamenti fra gli ospedali e le unità operative avranno superato la fase del rodaggio. Le sfide da affrontare sono ancora parecchie per la sanità lombarda. A cominciare dalle liste d’attesa e dal programma delle vaccinazioni. E poi ci sono i piani per i pazienti cronici, che da quest’anno avranno un medico «dedicato» che gestirà la loro agenda annuale di visite e controllerà perfino se prendono i farmaci con regolarità. Per completare la riforma, la Regione Lombardia ha previsto 500 milioni nell’arco dei prossimi tre anni. Verranno aperti nuovi presidi ospedalieri territoriali (a Casorate Primo, Mor-begno, Calcinate, Orzinuovi e Oglio Po) e completata la rete dei presidi socio sanitari territoriali e degli ambulatori. Una parte della cifra servirà ad acquistare nuovi macchinari che renderanno più precise e veloci le visite, contribuendo quindi a ridurre i tempi di attesa. «Per la prima volta -precisa l’assessore lombardo alla Sanità Giulio Gallerà – sono previste risorse, pari a 176 milioni di euro, dedicate alla presa in carico del paziente cronico attraverso i centri Creg e nuovi modelli in attuazione della riforma».
LISTE D’ATTESA La priorità per la Regione Lombardia è una: abbattere le liste d’attesa e garantire tempi rapidi per prenotare le visite specialistiche. Nell’arco di quest’anno verrà inaugurato il nuovo numero unico di prenotazione degli esami. Un solo centralino a cui rivolgersi per prendere appuntamento sia negli ospedali pubblici sia in quelli privati. Al momento su 178 milioni di prestazioni sanitarie ambulatoriali, tra visite ed esami, solo poco più di 3 milioni e mezzo (ossia il 2,1%) sono prenotate tramite il cali center della Regione, 56.600 tramite internet (0,3%) e 146mila direttamente in farmacia.
I TICKET I tagli dei finanziamenti statali hanno costretto il presidente lombardo Roberto Maroni a congelare il suo sogno di abbattere i ticket. Almeno per quest’anno. Ma la Regione ridurrà comunque la spesa a carico dei malati per acquistare farmaci e pagare prestazioni specialistiche. Sono stati destinati 25 milioni di euro per dimezzare il super ticket regionale che passerebbe da un massimo di 30 euro a un massimo di 15 euro. Altri 10 milioni sono stati stanziati per ridurre le rette delle Rsa degli anziani.
I VACCINI Da quest’anno, chiunque voglia potrà vaccinarsi contro il meningococ-co di tipo A, B, C, W e Y. La Regione partecipa alla spesa (che si aggira sui 300 euro a vaccinazione) garantendo un risparmio del 30% sulle dosi. Non solo, sono stati stanziati 27 milioni di euro, in attesa dei finanziamenti Lea (livelli essenziali di cura), per applicare le nuove offerte del piano nazionale di prevenzione vaccinale: verranno vaccinati conuo il meningo-cocco B tutti i nati dell’anno, verrà previsto un richiamo al meningococ-co A, C, W, Y per tutti gli adolescenti fra i 12 e i 14 anni. E verranno vacci- nati contro varicella, morbillo, parotite e rosolia i bambini nati dal 2016 in poi. Da quest’anno le vaccinazioni verranno gestite direttamente dagli ospedali e non più dalle Ats (ex Asl) e per l’intero piano vaccini è previsto uno stanziamento di 43 milioni. La Lombardia lancia un appello anche per incentivare le vaccinazioni contro i ceppi influenzali: c’è tempo fino alla fine di gennaio.
LA PREVENZIONE Quest’anno verranno potenziati anche gli screening oncologici. Verrà avviato il programma di screening per la diagnosi precoce dei tumore del collo dell’utero utilizzando l’HPV dna test. Saranno allargate le fasce di età per l’offerta degli screening per il carcinoma della mammella e del colon retto. Saranno pi avviati interventi per la presa in carico dei soggetti con infezioni a trasmissione L’assessore Gallerà Per la prima volta previste risorse pari a 176 milioni per la presa in carico del paziente nei centri Creg crescita. Nel 2065 si stima che gli anziani saranno il 30% della popolazione. Alla luce di questa proiezione, il Pirellone ha rivisto l’offerta di servizi dedicati agli anziani e ai malati cronici, passando da un concetto di «cura» a un progetto per «prendersi cura». Il 30% dei pazienti lombardi ha una patologia cronica. In tutto 3 milioni di persone, fra diabetici e cardiopatici, che assorbono il 75% dei costi e dei volumi di attività del servizio sanitario. Entro giugno, ogni paziente cronico riceverà una lettera dell’assessore Gallerà che comunicherà la struttura (ospedale o ambulatorio) a cui far- riferimento per visite e controlli. Lì ci sarà un medico «dedicato» che si prenderà cura del paziente, compilerà la sua «agenda sanitaria» annuale fissando le visite, e controllerà perfino se prende i farmaci prescritti con regolarità. sessuale e per il sostegno alle azioni di prevenzione delle infezioni da Hiv.
– Scelto per voi da Simone Rasetti –
(Fonte Il Giornale, autore Maria Sorbi)

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