La sfida dei cronici

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Fino al mese di maggio i medici di Medicina generale e i soggetti erogatori pubblici e privati accreditati potranno candidarsi per la presa in carico dei pazienti cronici lombardi. Attualmente tale tipologia di pazienti ammonta a 3milioni e 350mila unità, che rappresentano il 30% della popolazione assistita e a cui è destinato il 75% delle risorse per ricoveri, visite specialistiche ambulatoriali e di farmaceutica territoriale e ospedaliera. Lo ha riferito l’Assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera, illustrando oggi in Commissione Sanità la delibera approvata a fine gennaio dalla Giunta regionale, in attuazione dell’articolo 9 della legge di riforma del sistema socio sanitario.
“È una rivoluzione gestionale che migliorerà il rapporto tra utente e servizi, nella logica di una gestione integrata del bisogno socio sanitario e definendo una tariffa unica per la presa in carico –evidenzia il Presidente della Commissione Sanità Fabio Rolfi (Lega Nord)-. Superando in questo modo la frammentazione remunerativa, intendiamo rendere più sostenibile e appropriata l’azione di cura facilitando il rapporto tra utente e aziende. Si tratta di una grande opportunità –ha concluso Rolfi- per tutti gli attori del sistema, a partire dai medici di medicina generale che sono gli interlocutori privilegiati soprattutto per determinate patologie croniche e vengono chiamati oggi a una nuova sfida”.
Il provvedimento, ha spiegato l’Assessore Gallera, accompagnato nell’occasione anche dal Direttore generale Giovanni Daverio, stabilisce che i soggetti che saranno in grado di offrire al paziente cronico un servizio integrato che gli consenta di effettuare le visite e gli accertamenti nello stesso luogo, con una presa in carico completa, saranno selezionati dalle ATS territoriali di competenza e iscritti in una apposita lista. I pazienti interessati dalle condizioni di cronicità più diffuse riceveranno questa lista tramite una lettera di Regione Lombardia che sarà inviata a partire dal mese di luglio. Saranno quindi i pazienti stessi a scegliere entro fine anno da chi essere presi in carico tra i soggetti accreditati e presenti nella lista.
Nel momento in cui l’utente sceglie il gestore sottoscrive con lui un patto di cura che prevede responsabilità precise. L’erogatore si impegna a predisporre il Piano di Assistenza Individuale (PAI) e la programmazione di un percorso di cura personalizzato. Dovrà inoltre garantire e accompagnare l’erogazione delle prestazioni sanitarie e sociosanitarie in base alle patologie e alle necessità del paziente.
Molte le richieste di chiarimento e le perplessità sollevate negli interventi della Vice Presidente del Consiglio Sara Valmaggi, di Carlo Borghetti e Mario Barboni (PD) e di Paola Macchi (M5Stelle). I rappresentanti dei gruppi di minoranza hanno lamentato come troppi aspetti della delibera illustrata oggi dall’Assessore regionale al Welfare siano ancora lacunosi e poco chiari, evidenziando soprattutto la necessità di definire meglio il funzionamento del sistema dei controlli sui gestori e i ruoli e le competenze dei vari soggetti chiamati in causa e investiti della responsabilità del “prendersi cura”. In particolare gli esponenti di PD e M5Stelle hanno poi sottolineato come al momento gli unici soggetti in grado di recepire e attuare i contenuti di questa delibera siano a loro parere gli operatori privati, mentre i soggetti pubblici non sarebbero ancora in grado di poter elaborare una proposta adeguata e in linea con gli obiettivi indicati.
I principali destinatari destinatari del provvedimento sono i malati di insufficienza respiratoria, scompenso cardiaco, diabete, cardiopatia, ipertensione e insufficienza renale cronica. In Lombardia allo stato attuale ci sono attualmente 150mila malati cronici gravi (con bisogni prevalenti di tipo ospedaliero), un milione e trecentomila con cronicità pluripatologiche che necessitano di un coordinamento delle terapie e un milione e 900mila con cronicità in fase iniziale, ai quali deve essere assicurato un accesso prioritario e preferenziale nell’effettuazione di esami e controlli.
Simone Rasetti

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