Test antidroga per i medici

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Test antidroga e antialcolismo ai medici e agli insegnanti: si è discusso di questo ieri in Consiglio regionale, e alla fine è stata approvata – 40 votanti, 28 sì, un no e 11 astenuti – una mozione del capogruppo di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato, che «invita» il governatore Roberto Maroni a portare in Conferenza Stato-Regioni la proposta di «estendere» alle professioni «oggi escluse» i controlli a campione. Lega e maroniani a favore, contraria Sei; i 5 Stelle hanno proposto di includere anche i politici, «coloro che ricoprono cariche pubbliche o hanno ruoli di responsabilità pubblica, a partire da noi consiglieri regionali, prendiamo decisioni che necessitano di assoluta lucidità», spiega la consigliera Paola Macchi, ricordando l’esito infausto di una proposta grillina analoga alla Camera. De Corato, pur chiarendo di essere pronto a sottoporsi lui ai controlli (così come il presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo) non accetta gli emendamenti per non legare la mozione a «una scelta personale». Il Pd, pure pronto al test si astiene dal voto considerando il testo «poco chiaro, ed esistono già normative per la sorveglianza sanitaria». Il tema, complesso, ruota intorno a un decreto legislativo nazionale, P81 del 2008, che, sottolinea il maroniano Antonio Saggese, rimanda le verifiche su droga e alcol «a un accordo da stipulare in Conferenza Stato-Regioni, ma non è mai stato fatto». L’assessore al Welfare Giulio Gallerà, che condivide la «richiesta di maggiore attenzione» rappresentata nella mozione, ricorda che la sorveglianza sanitaria sul personale medico esiste già, e che in Lombardia un gruppo di lavoro è all’opera per rendere i protocolli applicati dalle Agenzie di tutela della salute più uniformi e anche più stringenti rispetto a quanto chiede lo Stato (controlli sul 5% del personale). Quanto alla Stato-Regioni, un comitato nazionale ha preparato una proposta di accordo che riguarda la vigilanza e la prevenzione di infortuni e dipendenze da alcol e droga, con un elenco di mansioni per le quali prevedere anche controlli a sorpresa. Gli insegnanti non ci sono, tra i sanitari è compreso solo chi svolge «attività invasive che espongono al rischio di ferite da taglio o da punta».
– Scelto per voi da Simone Rasetti –
(Fonte Il Giorno)

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