La Lega tona pro Euro?

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Marine Le Pen ha capito la lezione. Per vincere le elezioni e sedersi sulla poltrona dell’Eliseo i toni sguaiati e le proposte rivoluzionarie sono controproducenti. Certo, piacciono all’elettorato di destra, ma per vincere nelle urne serve il consenso del centro, del ventre molle della società che desidera solo proposte rassicuranti e prosperità economica.
Per il Front National basta referendum sull’euro
E allora Marine Le Pen, dopo alcune settimane di riflessione, ha deciso di cambiare la linea politica del Front National. Basta con la proposta di uscire dall’euro, se dovesse vincere le prossime elezioni non proporrà un referendum sulla moneta unica. Una svolta senza precedenti per la donna forte di Francia che ora guarda al centro dello schieramento politico. E pensa anche di cambiare il nome del partito per segnare la svolta.
Le Pen sposta il Front National al Centro
La strategia é audace. Approfittare del momento di smarrimento del partito repubblicano, uscito bastonato dalle elezioni, per scippargli l’elettorato. Ma per conquistare il centrodestra Le Pen ha bisogno di cambiare i toni del suo partito. Ed é paradossale che ad ispirare la figlia di Jean Marie sia stato…. Emmanuel Macron.
Le Pen vuole ricalcare la strategia di Macron
Già, perché Marine Le Pen ammira il modo in cui l’ex ministro dell’economia di Hollande sia fuoriuscito dal Ps, si sia imposto nelle urne con un programma di centro (ed europeista) e abbia cannibalizzato, in ordine di tempo, prima l’elettorato socialista e repubblicano, e poi anche i politici di punta dei due schieramenti.
Svolta pro-euro anche per la Lega Nord
Ma la svolta moderata di Le Pen non é isolata. Anche in Italia c’é chi auspica che la Lega Nord moderi i toni e guardi al centro, approfittando delle difficoltà di Silvio Berlusconi. Giancarlo Giorgetti, vicesegretario del Carroccio, ha auspicato che la Lega abbandoni l’idea di un referendum sulla moneta unica. E anche Gianni Fava, assessore in Regione Lombardia, chiede che il partito abbandoni i toni di scontro costante.
I sondaggi non mentono: puntare all’elettorato moderato
D’altronde Tony Blair lo aveva detto decenni fa, per vincere le elezioni bisogna guardare al centro. E i sondaggi in Italia lo ribadiscono, se il Carroccio vuole andare oltre il 15% deve avanzare delle proposte che piacciono all’elettorato moderato.
– Scelto per voi da Simone Rasetti –
(Fonte Affaritaliani)

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